Lettera al padre

19.03.2026
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Fortunatamente  non mancavano le eccezioni a questa norma, soprattutto quando soffrivi in silenzio; allora amore e bontà superavano ogni ostacolo con la loro forza e ti coglievano con immediatezza. Accadeva di rado, ma erano momenti meravigliosi. Ad esempio quando dopo  pranzo, nelle calde giornate estive, ti vedevo in negozio appisolarti per la stanchezza, con i gomiti appoggiati alla scrivania, o quando alla domenica,tutto affannato, venivi a trovarci in villeggiatura; oppure quando, durante una grave malattia della mamma, ti aggrappasti scosso dai singhiozzi alla libreria; o quando, durante la mia ultima malattia, ti avvicinasti piano alla stanza di Ottla in cui riposavo, restasti sulla soglia allungando il collo per potermi vedere nel letto e non volendo disturbarmi mi facesti un cenno con la mano. In quei momenti mi abbandonavo a un pianto di gioia e piango anche ora, mentre scrivo queste righe.
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Franz Kafka 

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