La bella estate

03.08.2026
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Non andò più a cercare nessuno al cinema o alla sala.Si accontentò di camminare tutta sola per le strade e di andare qualche volta fino al centro.Era novembre, e certe sere prendeva il tram, scendeva ai portici, girava un momento e poi rincasava. Sperava sempre di incontrare Guido, e tutti i soldati li guardava in faccia di sfuggita. Tanto per sapere , s'arrischiò una volta, col batticuore, davanti al caffè di Amelia e intravide molta gente ma lei no.
Le giornate passavano adagio, ma il freddo aiutava a starsene al chiuso, e Ginia in quella malinconia pensava che un'estate come l'ultima non l'avrebbe passata mai più. <<Ero un'altra donna>>, pensava, << è impossibile che fossi così matta. Mi è andata bene per miracolo>>. Che un altr'anno sarebbe tornata l'estate, le pareva incredibile. E si vedeva già per i viali, alla sera. sola e con gli occhi rossi, da casa al lavoro,dal lavoro a casa, nell'aria tiepida, come una ragazza di trent'anni. Il peggio era che il gusto di una volta a starsene quella mezz'ora sul letto al buio, non lo provava più. Anche lavorando in cucina pensava allo studio, e le avanzava sempre tempo per guardare in aria.
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Cesare Pavese

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