Le italiane - Un ritratto dell'Italia al femminile

28.06.2026
[...] Fino a cent'anni fa le italiane non avevano la capacità giuridica: la loro parola non valeva nulla, era loro vietato rendersi autonome e mantenersi da sole; non potevano firmare un contratto, vendere una casa, comprare un trattore senza la firma del marito o del padre. Ma durante la Grande Guerra le donne avevano mandato avanti il paese, coltivato i campi, fatto funzionare le industrie, consegnato la posta, guidato i tram; non si potevano più considerare cittadine di seri B.

Fino al 1946 , le donne non potevano  votare. La loro opinione non contava niente. (Certo, sotto il fascismo non votava nessuno; ma anche quando Giolitti aveva introdotto il suffragio cosiddetto universale, in realtà il diritto di voto l'avevano solo gli uomini.) Le donne però  avevano fatto la Resistenza, avevano combattuto i nazisti, avevano rischiato e talora sacrificato la vita per proteggere gli ebrei, i partigiani, i perseguitati; non si potevano più escludere dalle decisioni, dalla politica, dalla vita pubblica.
[...]
Arriveremo a un mondo in cui le differenze  tra uomo e donna non saranno negate, ma accettate e valorizzate. In cui maschilismo e femminismo saranno categorie superate. In cui gli uomini realizzeranno che le donne non sono <<altro>> da loro: sono le loro mamme e le loro figlie, le loro nonne e le loro nipoti, le loro compagne di vita. Senza le donne, noi uomini non saremmo nulla, non faremmo nulla, non varremmo nulla.
In questo libro ho cercato di raccontare le grandi italiane che ho conosciuto, dalle centenarie alle ragazze, da Franca Valeri a Bebe Vio.[...]


Aldo Cazzullo 

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