LETTERE A THEO

11.03.2026
                                                              [L'Aia, fine di maggio 1882]

Caro Theo
[...]
Ora ho incontrato  Cristina: come sai, era incinta, malata,esposta al freddo; io ero solo, avevo appena passato quell'esperienza ad Amsterdam di cui ti scrissi. Mi invaghii di lei, benché non avessi subito l'idea del matrimonio; ma quando imparai a conoscerla meglio, mi divenne palese che volevo aiutarla e che dovevo farlo seriamente.
[...]
Ora , Theo, penso che il fatto che io abbia agito così non sia un disonore per la mia famiglia e vorrei che la mia famiglia l'accettasse senza far storie. Altrimenti saremo come avversari ed io a mia volta dico:<<Non abbandonerò questa donna per amore di alcuno; le sono legato da un vincolo di reciproco aiuto e rispetto>>. Non si dirà mai questo di me e vedrai ora  che non si tratta di <<ostinazione>> o di <<voler fare come voglio>>.
Io accetto  il suo passato e lei accetta il mio. Se la mia famiglia mi rinnegasse perché ho sedotto una donna e io realmente l'avessi fatto, mi sentirei come un criminale; ma se dovessi venire rinnegato per essere rimasto fedele ad una donna cui ho dato la mia parola, disprezzerei la mia famiglia.
[...] 

Vincent van Gogh 

 

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