LETTERE A THEO
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Sento il bisogno di produrre fino a esserne schiacciato moralmente e vuotato fisicamente, proprio perché non ho nessun altro mezzo per equilibrare le nostre spese.
Non posso farci niente se i miei quadri non si vendono.
Ma verrà il giorno in cui si vedrà che valgono più del prezzo del colore e della vita, anche se molto misera, che ci sto rimettendo. Non ho nessun altro desiderio o preoccupazione in fatto di denaro o di finanze, se non in primo luogo quello di non avere più debiti.
Ma , caro fratello , il mio debito è così grande che quando l'avrò pagato, il che spero di riuscire a fare, la malattia di dipingere quadri avrà occupato tutta la mia vita, e a me sembrerà di non aver vissuto. Speriamo solo che forse il fare dei quadri mi diventi un po' meno difficile, e quanto al numero non cene saranno mai abbastanza.
Il fatto che non si vendano ora, mi dà una tale angoscia che, tu stesso ne soffri, ma per conto mio mi sarebbe in un certo senso indifferente, se tu non venissi ad avere troppi fastidi per il fatto che io non rendo niente.
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Vincent Van Gogh
