Vera gioia è vestita di dolore - Lettere a Mattia
23 maggio
Cara Mattia, qualche ora fa ti ho scritto una lunga lettera, chiusa la quale ho avuto dei momenti di perplessità e poi un desiderio: riparare, almeno, all'impressione che ne avresti avuta. Ma con che? volevo scegliere e mandarti qualche bella cartolina. Ma quassù non si trova niente. Allora ho pensato di scriverti. Il mio torto, causa della mia perplessità nel chiudere la lettera, era di averti, in questa, parlato esclusivamente di me. Più: di avertene parlato in tono amaro e questo in ricompensa della dolcezza con la quale tu mi hai inviato il dono. Mattia , perdonami. Ogni tanto, mi par d'essere, nei confronti del mondo, come una grandissima ladra: io prendo prendo prendo, e mi lamento sempre di nulla avere avuto. Quanto devo a te di fede e di forza, e di orgoglio e dolcezza di me!
Di tanto in tanto, tu mi dici delle cose che mi risvegliano, mi danno gioia, forza, non so quale sincera allegria. Perché dunque io mi lamento? Dovrei chiedere perdono a tutti. La vita ha momenti infami, tutti soffrono, tutti hanno pianto, bisogna rispettare ed avere compassione e parole d'amore per tutti. - È così.Sono felice di ammetterlo innanzi a te, che senti così. Mattia, ti dico che per rispettare e amare così come fai tu gli altri e me, tu certamente sei diversa dal comune e grande, quanto non so definirlo. Non dirmi niente, taci, è così. Tuttavia, fra poco, dopo averti detto questo, io tornerò a essere la vana e <<sorda>> ragazza che nessuno sa e che io sono.
Il giardino è quieto. Il cielo è azzurro ma non troppo. Fa caldo. Io ascolto la radio borbottare idiote canzoni. E sarebbe più bello il silenzio. Vedi chi sono! Con affetto
Anna
Anna Maria Ortese
